Teatro San Carlo: "Cenerentola", nuova coreografia di Giuseppe Picone

Mancano dieci giorni al debutto di “Cenerentola” (nella foto di Francesco Squeglia, Claudia D’Antonio e Alessandro Staiano)) in scena al Teatro San Carlo, una nuova coreografia di Giuseppe Picone – da pochi mesi entusiasta direttore del corpo di ballo del lirico napoletano – sulla musica intensa di Sergeij Prokof’ev con le scene di Nicola Rubertelli e i costumi di Giusi Giustino.Dal 5 al 12 marzo, per un totale di sette repliche, l’atmosfera magica di una delle fiabe più amate di sempre avrà come protagonisti Maria Eichwald – étoile di origine kazaka, per la prima volta a Napoli, punta di diamante dello Stuttgart Ballet – Claudia D’Antonio e Annachiara Amirante con Alessandro Staiano e Alessandro Macario, primo ballerino ospite del Teatro San Carlo.La prima rappresentazione del balletto fu a Mosca, al Teatro Bolscioi, il 21 novembre 1945 e da allora sono state veramente tante le versioni rappresentate tra cui spicca sicuramente quella di Sir Frederick Ashton, in scena al Covent Garden di Londra nel 1948 con il Sadler’s Wells Ballet. Qualche anno dopo, nella versione di Alfred Rodrigues alla Scala, la parte di Cenerentola – che era di Violette Verdy – fu affidata ad una ragazzina sconosciuta del corpo di ballo: Carla Fracci. Il 18 aprile 1991 il balletto, tratto dalla celebre favola di Charles Perrault, è stato rappresentato a Napoli nella versione coreografica di Rudolf Nureyev nei panni di un produttore cinematografico della Hollywood anni Trenta. Un’emozione indescrivibile.Sono passati diciotto anni e Cenerentola tornerà a far sognare, l’intento di Giuseppe Picone è quello di sempre: emozionare il pubblico valorizzando l’impegno di una compagnia compatta e determinata che va avanti con forza. “Iniziando a montare questa coreografia – ci racconta – mi sono reso conto di trovarmi al cospetto di una grande sfida, narrare una delle favole più amate e conosciute di tutti i tempi, che parla dell’amore tra Cenerentola e il Principe, del fiorire dei sentimenti umani, degli ostacoli rocamboleschi che portano alla fine alla realizzazione del sogno.  Ho cercato di rispettare la drammaturgia generale di questo grande classico, ma allo stesso tempo di offrire una visione nuova, contemporanea, dell’ampio spettro di sentimenti, dettagli e caratterizzazioni presenti in Cenerentola. Per fare ciò mi sono avvalso di alcuni piccoli ma decisivi accorgimenti. La mia Cenerentola è sì una dolce e remissiva fanciulla, sopraffatta dalla matrigna e dalle perfide sorellastre ma al momento opportuno sa diventare una donna sicura sé, decisa a far valere le proprie ragioni, dimostrando con fermezza – facendo cioè vedere a tutti non solo di calzare perfettamente la scarpetta che il Principe reca con sé come prova, ma anche di essere in possesso dell’altra scarpetta – di essere lei la fanciulla misteriosa che ha rapito il cuore del Principe. Allo stesso modo le sorellastre non sono ragazze goffe, ma giovani donne, molto belle e spregiudicate, disposte a perseguire i propri obiettivi con ogni mezzo, supponenti e arroganti, in virtù di una presunta superiorità aristocratica ed economica. Infine ho voluto enfatizzare il personaggio della fata turchina trasformandola nella mamma di Cenerentola, una mamma morta, ma che veglia sul destino della figlia, quasi come un angelo custode, tessendo le fila dell’intero percorso che porterà la fanciulla al raggiungimento della felicità. Una tale caratterizzazione dei personaggi e le difficoltà tecniche della coreografia mi hanno permesso di valorizzare la grande capacità interpretativa e l’altissimo livello artistico del Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo, composto da danzatori dotati di una solida tecnica, in grado di emozionare ed emozionarsi”.Elisabetta Testa

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