Teatro San Carlo di Napoli: nuova stagione 2026/2027

Con un compleanno ingombrante all’orizzonte – stiamo parlando di ben duecentonovanta anni di vita e di arte – il Teatro San Carlo, “il più bello del mondo” ma anche “il teatro d’opera più antico del pianeta”, fu costruito per volere di Re Carlo III di Borbone nel 1737 e inaugurato la sera del 4 novembre dello stesso anno con Achille in Sciro di Pietro Metastasio e “due balli per intermezzo” creati da Francesco Aquilante.

Dunque quarantuno anni prima del Teatro alla Scala di Milano e cinquantacinque prima della Fenice di Venezia…uno dei tanti primati di Napoli (leggerli tutti fa un certo effetto: 1224 la prima Università della storia; 1735 la prima cattedra di Astronomia; 1839 la prima ferrovia Napoli-Portici ecc… ).

I più grandi artisti del tempo sono stati ospiti del Teatro San Carlo e negli ultimi anni, solo per citarne alcuni, hanno trionfato da Ekaterina Maximova a Carla Fracci, da Vladimir Vasil’ev a Rudolf Nureyev passando per Pina Bausch, Svetlana Zakharova, Sylvie Guillem, Roberto Bolle. Tanta storia, tanta arte, tanto impegno profuso per costruire bellezza, emozioni, cultura.

La nuova stagione 2026/2027, presentata in un foyer gremito alla presenza di Gaetano Manfredi Sindaco di Napoli, Fulvio Macciardi Sovrintendente del Teatro San Carlo e Onofrio Cutaia Assessore alla Cultura, non poteva mancare Renato Zanella, direttore della Compagnia e della Scuola di Ballo del Massimo napoletano.

L’aumento del numero degli spettacoli in calendario, passati da quattro a sei, è già un significativo passo avanti che dichiara la volontà di dare maggiore spazio e risalto all’impegno del Corpo di Ballo. L’intento del maestro Zanella sarà quello di valorizzare il lavoro della Compagnia, con una particolare attenzione all’organizzazione di tournée nazionali (in primavera il Corpo di Ballo sarà impegnato a Trieste e a Trento) ed internazionali (a luglio 2027 Coro, Orchestra, Corpo di Ballo e maestranze andranno in Giappone per Aida) che potranno certamente rafforzare l’ottimo livello raggiunto dall’ensemble napoletano in questi anni.

Si parte con la ripresa de Lo Schiaccianoci di Simone Valastro, in scena nel periodo di Natale, balletto amato da adulti e bambini sulla meravigliosa musica di Čajkovskij cui seguirà La Dame aux camélias di Derek Deane, una delle storie più romantiche in assoluto tratta dall’omonimo romanzo di Alexandre Dumas figlio. Grande novità, al suo debutto al Teatro San Carlo, sarà L’histoire de Manon, altro capolavoro della letteratura scritto dall’Abate Prévost nel 1731 e coreografato da Sir Kenneth MacMillan nel 1974 sulla musica di Jules Massenet. Quello dello studente Des Grieux, innamorato di Manon, è sicuramente uno dei ruoli più intensi e coinvolgenti dal punto di vista espressivo per un danzatore, oltre alla difficoltà tecnica. A luglio ritornerà in scena Zorba il greco di Lorca Massine, figlio di Léonide Massine già protagonista della grande stagione dei Balletti Russi, creato nel 1988 per l’Arena di Verona con Vladimir Vasil’ev come primo interprete.

A seguire Invito alla danza, una serata composta da tre grandi coreografi del ventesimo secolo: Jerome Robbins, Uwe Scholz e Ben Stevenson a cui si unisce una nuova creazione di Jacopo Godani. Verrà presentato anche un gala dedicato alla memoria di Anna Razzi, per venticinque anni direttrice della Scuola di Ballo del Teatro San Carlo, scomparsa il 18 febbraio 2026, a cui parteciperanno alcune tra le migliori stelle del panorama nazionale ed internazionale.

Sarebbe stato bello includere un (nuovo) grande titolo del repertorio classico come Don Chisciotte, Bayadère, Raymonda, Paquita, La bella addormentata, Il Corsaro … che l’attuale compagnia potrebbe portare in scena con bellezza e bravura ma confidiamo nel futuro! Un futuro che possa riservare più attenzione e rispetto nei confronti del mondo della danza, a partire dalla diffusione delle informazioni nei principali canali: non è corretto che il TG3 Campania abbia spiegato dettagliatamente la stagione di opera e concerti ma non abbia detto neanche una parola sulla danza, come se non esistesse!

Elisabetta Testa

 

 

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