23 Giu Teatro San Carlo di Napoli: Spettacolo di fine anno della Scuola di Ballo
C’è qualcosa di molto potente che dovrebbe essere al primo posto nella formazione di un giovane ballerino – e non solo – durante il lungo ed impervio percorso di costruzione del suo futuro: la qualità di lavoro. Rigore assoluto, impegno costante, determinazione infinita, ricerca ostinata della pulizia, capacità quotidiana di superare i propri limiti, sono elementi necessari uniti alla bellezza, all’eleganza, alla raffinatezza della nobile arte della danza.
Dispiace dal profondo del cuore notare che da circa dieci anni a questa parte, qualcosa sembra non funzionare all’interno della Scuola di Ballo del Teatro San Carlo (nella foto di Luciano Romano), la più antica d’Italia, fondata nel 1812.
Non è certo in discussione l’impegno, l’energia, l’entusiasmo, la passione e la fatica profusa da ogni singolo allievo della Scuola di Ballo (un pensiero va sempre alle famiglie che supportano in tutto e per tutto i sogni dei propri figli tra mille difficoltà) e sicuramente anche da molti insegnanti ma la crescita tecnica, la precisione nell’esecuzione di ogni passo, di ogni minimo dettaglio, lo stile, l’acquisizione del lavoro di gruppo – dal sincrono al semplice rispetto di come si sta in fila – o la grande responsabilità di ballare una variazione da soli nel migliore dei modi, lasciano un po’ perplessi.
I fasti del passato, raccontati nel bellissimo libro di Maria Venuso “La Scuola di Ballo del Teatro San Carlo. L’Ottocento”, Kinetès Edizioni – presentato nel foyer prima dello spettacolo con Francesco Cotticelli, Paologiovanni Maione, Roberta Albano, Rossella Del Prete e moderato da Renato Zanella – ma a onor del vero anche i fasti del presente vista la bellissima compagnia che vanta oggi il Teatro San Carlo, forse, purtroppo, non saranno presto rinverditi. Le étoiles di oggi tra cui: Luisa Ieluzzi, Claudia D’Antonio, Alessandro Staiano, Anna Chiara Amirante, Danilo Notaro, erano gli allievi di ieri guidati con eleganza e serietà da Anna Razzi (l’ultimo suo allievo Luigi Crispino è all’American Ballet Theatre di New York) e il lavoro di Antonina Randazzo, decana tra i maestri che a turno si sono avvicendati, è stato per anni e anni esemplare, formativo, attento e scrupoloso. Forse oggi manca un corpo docente altamente specializzato, con una profonda conoscenza della metodologia, tale da non lasciare al caso la costruzione di legazioni e rendere chiaramente leggibile la differenza tra un corso e l’altro, la gradualità nella evoluzione dei passi, la chiarezza e la correttezza del conteggio musicale applicato alla danza (il pas balancé sul 2/4 non si può sopportare…), chi di dovere dovrebbe fare una profonda riflessione e magari investire qualche soldo in più nella meravigliosa Scuola di Ballo del Teatro San Carlo – il teatro più bello del mondo – perché chi si fida e si affida a questa storica istituzione possa essere competitivo, al pari delle migliori accademie di studio.
In fondo non è una novità che la scuola prestigiosa è quella fatta da insegnanti valorosi non da una bella scala di ingresso o da un bel giardino che lasciano il tempo che trovano parlando di alta formazione (chissà perché mi viene in mente Don Milani che in un piccolo paesino sperduto, lontano dal mondo bla bla bla…).
“La Bella 1812” titolo scelto da Renato Zanella, nuovo direttore della scuola ma anche della compagnia (in carica dal 2 gennaio 2026) e autore della coreografia insieme ad Alessandro Amoroso, docente di contemporaneo, si ispira proprio alla data di fondazione della Scuola di Ballo che ha avuto momenti di gloria ma anche di difficoltà dovuta a chiusure improvvise e, fortunatamente, relative riaperture.
La scelta di utilizzare come colonna sonora dello spettacolo la musica de La Bella addormentata di Čajkovskij non è stata del tutto vincente…non si discute sulla potenza coinvolgente dell’ascolto ma la musica dei balletti di repertorio è fortemente evocativa e fa un po’ a pugni vedere i piccoli allievi alle prese con la tecnica di base mentre la mente riporta in vita l’intreccio della vicenda.
Visto l’imbarazzo della scelta nell’universo delle composizioni musicali, sarebbe meglio non toccare il repertorio. Gli allievi dei corsi superiori hanno portato in scena le variazioni dei protagonisti del balletto passando da quelle delle fate, fino al passo a due finale, suddiviso a turno in più coppie, accompagnati dal vivo dal maestro Giuseppe Burgarella. Abbigliamento basico per tutti (il sogno passa anche da un tutù professionale, un’acconciatura luccicante, una camicia bianca vaporosa) – la bellezza e la creatività dei costumi di Giusi Giustino sono apparsi nel breve e un po’ confuso ricordo dedicato ad Anna Razzi con tutti i personaggi messi in scena da lei negli anni: Pinocchio, Il Guarracino. Peter Pan, Biancaneve…che correvano da parte a parte.
Gran finale col defilé di tutta la compagnia schierata al centro della scena e la presenza dei maestri: Alessandro Amoroso, Annarita D’Agostino, Massimo Sorrentino, Pedro Carneiro, Rossella Lo Sapio, Alfredo Giordano Orsini e Vincenzo Astarita. Alla presenza del Sovrintendente Fulvio Macciardi, tra applausi scroscianti e tanta emozione, il direttore Renato Zanella ha consegnato i diplomi a: Paola Adamo, Cristian Alfieri, Maria Elena Barbieri, Michela Cafiero, Marco Fiorentino, Diego Minopoli, Lucrezia Nania, e Salvatore Riccio, che hanno raggiunto un importante traguardo. Ad majora!
Elisabetta Testa
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