Teatro Nuovo di Napoli: “La teoria dello sciame intelligente”

E’ l’ultima coreografia di Gabriella Stazio – che dal 1981 dirige, tra sperimentazione e ricerca coreografica, la Compagnia Movimento Danza – andata in scena al Teatro Nuovo di Napoli in prima assoluta per la chiusura della rassegna “Quelli che la danza: linguaggi della danza contemporanea”.

“La teoria dello sciame intelligente” prende spunto dalla teoria dello Swarm Intelligence, cioè dalle incredibili capacità di insetti sociali – stormi di uccelli, banchi di pesci – di risolvere problemi complessi grazie ad una organizzazione non organizzata. Uno dei tanti miracoli della natura a cui l’uomo guarda con stupore per capire, forse, qualcosa in più del meraviglioso meccanismo/ingranaggio della vita.

“Una teoria che mi affascina da molti anni – spiega Gabriella Stazio – lavorare con un leader che decide cosa fare è un’idea interessante da sviluppare dal punto di vista coreografico. La teoria dello sciame intelligente è una capacità di trovare soluzioni che saranno sempre diverse, centinaia se non migliaia di variazioni che dipendono dalla trasmissione di informazioni. Le informazioni viaggiano in due modi: attraverso le vibrazioni o sotto il controllo di altri sette animali che devono capire quello che succede intorno a loro. La struttura coreografica è sempre la stessa ma cambia ogni volta l’esecuzione. Il comportamento biologico non va mai all’indietro e non si ferma, gli animali hanno due obiettivi: arrivare alla preda o riprodursi. Gli spazi sono mobili e il conduttore dello sciame cambia sempre.”

Il risultato è una coreografia corale in perenne evoluzione, un’azione performativa senza soluzione di continuità. Una collettività che si muove insieme ma in maniera diversa, creativa, con una forte attenzione a chi sarà il leader di turno e con un impegno mentale (e fisico) non indifferente, in cui spicca la capacità di improvvisazione, di adattamento al gruppo. Lo spettacolo si è avvalso di tre piani sonori: una base musicale pre-registrata (John Cage, György Ligeti, Oake, Orphx, Diego Stocco); musica originale e dal vivo a cura di Matteo Castaldo; danzatrici che con l’uso di microfoni davano degli input vocali. Molto affiatato e omogeneo l’ensemble formato da cinque interpreti donne: Sonia di Gennaro, Ana Cotorè, Luana Rossetti, Valeria D’Antonio e Simona Perrella, che con inesauribile energia, forte personalità e ottima qualità di lavoro hanno portato avanti un lavoro coreografico interessante e sicuramente diverso con un finale poetico. Dopo un lungo viaggio c’è sempre un momento intimo, personale, di riflessione, prima di ripartire ancora una volta per nuove avventure, in compagnia dei nostri simili.

Elisabetta Testa

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