Positano premia la danza, 49° edizione

“Carla? Vorrei che fosse ancora qui, abbiamo passato una vita insieme”. Affascinante come sempre nel suo eloquio alto, sapiente ma anche ironico e divertente, Beppe Menegatti, marito di Carla Fracci, ha ricordato la grande étoile alla quarantanovesima edizione del Premio Positano Léonide Massine, sul sagrato della Chiesa di Santa Maria Assunta a Positano. Il Comune di Positano, con il Sindaco Giuseppe Guida – persona di qualità e di confortante spessore culturale – e il comitato artistico composto da Alfio Agostini (direttore di Ballet 2000), Valeria Crippa (Corriere della Sera), Laura Valente (Direttrice artistica del Premio Léonide Massine Italia nonché vivace conduttrice della serata) e Roger Salas (El Pais) hanno dedicato a Carla Fracci, scomparsa il 27 maggio scorso, un omaggio alla sua arte immensa. A celebrarla attraverso gli innumerevoli ricordi legati alla sua carriera in giro per il mondo, il regista Beppe Menegatti che per lei ha scritto una gran quantità di ruoli tra i quali: Isadora Duncan, Zelda Fitzgerald, Ida Rubinstein, Eleonora Duse, Ifigenia, Fedra, Coco Chanel, Maria Stuarda, Mirandolina, La Signora delle camelie e tanti altri ancora, allungandone la sua carriera oltre i ruoli del grande repertorio classico. Difficile ripercorrere le tappe di una intera vita passata in palcoscenico, dai teatri più importanti del mondo a quelli di provincia dove Carla Fracci ha portato la danza, fermamente convinta in una politica di decentramento che ha contribuito a divulgare l’arte coreutica. Tra i tanti ospiti premiati: Giuliana Gargiulo, giornalista/scrittrice e amica “storica” che ha dedicato alla Fracci centinaia di articoli e un libro “Carla Fracci dalla A alla Z” (Graus Editore) nel corso di una intera vita passata insieme fra una tournée e l’altra; il coreografo Amedeo Amodio, compagno di spettacoli negli anni alla Scala, e non solo; la scenografa e costumista di fama mondiale Luisa Spinatelli, che ha lavorato in tante produzioni creando per Carla Fracci costumi meravigliosi; Annamaria Morelli, costumista, tra i tanti spettacoli realizzati anche quello di “Filumena Marturano”; Stéphane Fournial, attuale direttore della Scuola di Ballo del Teatro San Carlo, che è stato suo partner. Prima dell’inizio della serata, gremita di pubblico, una splendida mostra fotografica curata da Luciano Romano – irraggiungibile per la sua bravura eccelsa nel cogliere l’attimo – ha fatto rivivere in dodici scatti l’immensa arte di Carla Fracci. Ogni immagine è un capolavoro e ha la caratteristica unica di racchiudere l’intera essenza del personaggio ritratto: dalla silfide, eterea e leggiadra, a Giselle, personaggio che l’ha resa una leggenda passando per Giulietta, l’Uccello di fuoco e altri. La mostra, aperta fino al 18 settembre, prende il titolo da una citazione di Eugenio Montale “Carla, eterna fanciulla danzante” ed è stata allestita nella splendida Cripta della Villa Romana, alle spalle della Chiesa. Il Premio Vespoli (per tante, innumerevoli edizioni Luca Vespoli saliva sul palcoscenico al termine della rappresentazione e concludeva sempre con la stessa frase beneaugurante: ”Finché c’è danza c’è speranza!”), è stato assegnato a Clotilde Vayer, neodirettrice del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo che, pur non avendo mai incontrato di persona Carla Fracci, ha raccontato con emozione di averne subito tutto il fascino artistico. Un altro riconoscimento è stato assegnato anche a Daniele di Donato, già Premio Positano 2018 come “giovane promessa”, che ha raccontato i traguardi raggiunti negli ultimi tre anni. In chiusura di serata un bellissimo omaggio musicale dell’Ensemble dei Solisti del Teatro San Carlo che ha eseguito alcune delle musiche da film più famose, con un programma che ha incluso anche Nino Rota, in omaggio a Carla Fracci. Molte volte Beppe Menegatti ha raccontato che l’anima di Carla è fatta di tre G: Giselle, Giulietta e Gelsomina (protagonista de “La Strada” di Nino Rota). Nell’emozione generale sprigionata dal ricordo, che resterà indelebile, di una delle più grandi ballerine del Novecento, icona del balletto romantico, e non solo, si guarda già alla prossima edizione – la cinquantesima- che conferma e sottolinea l’importanza del Premio Positano, tra i più prestigiosi al mondo. Non a caso sul palcoscenico a pelo d’acqua della Spiaggia Grande sono passati negli anni i più grandi nomi della danza planetaria tra i quali: Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev, Ekaterina Maximova e Vladimir Vasil’ev, Alicia Alonso, Mikhail Baryhnikov, Maurice Béjart, Luciana Savignano, Roberto Bolle, Svetlana Zakharova, Antony Dowell e naturalmente Carla Fracci che ha continuato a regalare emozioni attraverso i racconti di chi l’ha conosciuta bene, le immagini evocative che scorrevano sul grande schermo e l’eternità della sua arte.

Elisabetta Testa

 

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